LA MATEMATICA DEI RAGAZZI

Il progetto

La storia

Il Nucleo di Ricerca Didattica (NRD) del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Trieste, fondato da Giovanni Torelli negli anni ’70, è stato un gruppo in cui collaboravano docenti universitari e insegnanti di scuola primaria e secondaria. Nell’ambito del NRD, ogni due anni dal 1996, è stata organizzata la manifestazione della Matematica dei ragazzi tranne che negli anni 2020 e 2022 (causa la pandemia da COVID).

La prof.ssa Zuccheri, la prof.ssa Zudini e successivamente la prof.ssa Beorchia, hanno coordinato il gruppo di lavoro dei docenti che partecipavano.  

La Prof.ssa Luciana Zuccheri era membro del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Trieste, ha avviato e coordinato per lungo tempo il gruppo di lavoro dei docenti, curando il supporto scientifico-didattico e promuovendo le prime indagini qualitative sugli aspetti emotivi e relazionali legati all’apprendimento della matematica.

La Prof.ssa Verena Zudini ha successivamente raccolto il testimone della coordinazione del gruppo di lavoro, garantendo la continuità istituzionale e metodologica che è stata raccolta, infine, a partire dal 2023, dalla prof.ssa Beorchia.
Da ricordare anche la prof.ssa Marina Rocco, una storica esponente del gruppo. Il suo contributo metodologico è stato fondamentale sin dalla prima edizione del 1996, portando sul campo laboratori pionieristici incentrati sull’uso di strumenti didattici e software di geometria dinamica (come il Cabri). 

Attualmente questo progetto è inserito nelle attività del Centro Interdipartimentale per la Ricerca Didattica dell’Università degli Studi di Trieste (C.I.R.D.)  anche PLS???
La crescita del progetto è documentata dalla costante partecipazione degli studenti, in media ogni edizione ha avuto 800 – 1000 partecipanti tra relatori e partecipanti con una distribuzione che copre tutti gli ordini scolari.

Cos'è

“La matematica dei ragazzi” è un progetto didattico che si sviluppa lungo l’intero arco dell’anno scolastico e termina in una manifestazione finale in cui gli studenti di alcune classi presentano dei laboratori ad altri compagni.

Ogni laboratorio è il risultato di un percorso creativo costruito insieme agli studenti che svolgono così un ruolo attivo da protagonisti. Particolare attenzione viene dedicata all’aspetto comunicativo in quanto le attività sono presentate ai visitatori usando un linguaggio appropriato ad altri ragazzi della stessa età, più giovani o più vecchi di loro; è necessario quindi cambiare il registro comunicativo e talvolta anche i materiali da usare.

Non è una competizione o una lezione frontale: non si tengono conferenze né gare, ma unicamente attività laboratoriali. L’insegnante, nella giornata della manifestazione, funge solo da supporto e garantisce la sorveglianza.

Durante la manifestazione alcuni classi fungono da “relatori” ed altre da “visitatori”. Durante la manifestazione, i relatori accolgono i visitatori a turni di 20-25 minuti, introducendo e facendo sperimentare concretamente concetti matematici attraverso l’uso di giochi, manufatti, software o cartelloni interattivi che sono stati preparati durante l’anno.

L’età dei partecipanti va dai bambini della scuola dell’infanzia (5 anni) fino ai ragazzi della scuola secondaria di secondo grado (18 anni). A volte tra i visitatori ci sono anche studenti universitari. I laboratori possono essere aperti anche alle famiglie degli alunni relatori.

Finalità

  • Promuovere metodologie didattiche attive capaci di agire positivamente sulla motivazione intrinseca e sull’atteggiamento a lungo termine degli studenti nei confronti della matematica.

  • Valorizzare l’aspetto relazionale ed emozionale dell’apprendimento, trasformando l’ansia e la timidezza in senso di responsabilità e piacere di comunicare.

Obiettivi

Mentre gli obiettivi di contenuto matematico variano a seconda del livello scolare di ciascuna classe curricolare, il progetto persegue una serie di macro-obiettivi trasversali comuni a tutti i “relatori”:

  • Padronanza Linguistica: Sollecitare i ragazzi a comunicare concetti matematici utilizzando un registro linguistico appropriato, chiaro e flessibile, capace di adattarsi all’età degli interlocutori (più giovani, coetanei o più vecchi).

  • Consapevolezza Comunicativa: Rendere gli studenti coscienti delle difficoltà intrinseche al processo di spiegazione e ricezione del sapere.

  • Competenze Sociali e di Cooperazione: Far sperimentare direttamente sul campo i vantaggi, le dinamiche e i compromessi del lavoro di gruppo cooperativo, dove ogni membro (inclusi gli alunni con bisogni educativi speciali o difficoltà relazionali) ricopre un ruolo cruciale e valorizzato.

  • Competenza imprenditoriale: Sviluppare la capacità di trasformare le idee in azioni attraverso creatività, pensiero critico, assunzione di responsabilità e spirito d’iniziativa, per un fine comune.

Come nasce un laboratorio

La nascita e lo sviluppo di un laboratorio per la manifestazione non è un’attività estemporanea, ma avviene per varie fasi.

  • La Scelta dell’Argomento: Il percorso inizia con lo svolgimento dell’argomento in modo curricolare e piuttosto tradizionale per proporre i contenuti o come proposta di percorso di approfondimento extracurricolare (superiori). L’argomento può nascere da un’idea dell’insegnante, dalla necessità di aiutare a superare un ostacolo di apprendimento, dall’esigenza di creare occasioni di lavoro cooperativo per migliorare i rapporti all’interno della classe, per motivare classi svogliate. Nello svolgere l’argomento vengono proposte alcune attività pratiche e ludiche per far vedere come si può apprendere con una diversa modalità più divertente e coinvolgente.

  • La Progettazione Condivisa e Brainstorming: Prende il via la progettazione dell’allestimento. Attraverso sessioni di brainstorming, gli alunni vengono coinvolti nella creazione di giochi, attività creative e modalità per rendere il laboratorio accattivante. Spesso viene utilizzato un quaderno dedicato per registrare idee e passaggi.

  • La Formazione dei Gruppi di Lavoro Cooperativo: I gruppi possono venire costituiti strategicamente dall’insegnante (idealmente composti da 4 o al massimo 5 alunni) cercando di bilanciare le attitudini: lo studente più spigliato nell’esposizione, il compagno preciso nel controllo dei materiali, l’alunno più fragile che viene trainato e responsabilizzato con compiti di accoglienza e riordino. Tutti devono avere un ruolo attivo definito.

  • La Realizzazione Pratica dei Materiali: Ogni gruppo lavora, a scuola (durante ore dedicate) o a casa, alla costruzione dei propri kit didattici. I materiali prodotti (schede, cartelloni, manufatti) devono essere efficaci, attraenti alla vista ma soprattutto robusti, poiché dovranno essere manipolati da centinaia di visitatori. I kit dei vari sottogruppi della classe possono essere omogenei e replicati in più copie per gestire le postazioni in parallelo.

  • La Simulazione e le Prove di Esposizione in Classe: Una volta completati i supporti visivi, i gruppi simulano la spiegazione davanti ai propri compagni di classe. Questa fase serve a verificare l’organizzazione interna, testare la chiarezza dei discorsi e ricevere critiche costruttive dai pari. Si consiglia di far ruotare periodicamente i ruoli all’interno del gruppo per garantire l’intercambiabilità e impedire che i profili più dominanti monopolizzino l’esposizione.

  • La Prova Generale: prima della manifestazione può essere utile invitare una classe del proprio istituto per provare l’efficacia del laboratorio. Questo passaggio consolida la sicurezza dei ragazzi, permette all’insegnante di rassicurare i timidi e di affinare gli ultimi dettagli espositivi.

  • La manifestazione: protagonisti sono gli alunni, il docente ha il solo ruolo di sorvegliare. 

Nota metodologica: Il focus resta sempre lo scambio spontaneo tra coetanei; l’errore o l’imprecisione occasionale vengono tollerati e protetti a favore dell’entusiasmo e della reale appropriazione del concetto matematico, evitando rigidità da copione recitato a memoria.